Novizio

Ciao, sono Massimiliano, ho conosciuto questo gruppo di anziani -bambini, che mi hanno trasmesso da subito la loro passione. Non nego che il modellismo, come per molti della mia età, è stato una delle attività preferite da bambino, ora da “cresciutello” ritorna …. e la voglia di cimentarmi nel volo sta salendo.

Quindi ho una montagna di domande da fare 😉  😉    aprite una sezione.. oppure datemi un contatto da SFRUTTARE… a presto

 

EXFC 2017

Il vincitore dell’edizione EXFC 2017 è stato Martin Brandmuller, e vi ha partecipato anche il nostro socio Cristian Fierabracci.

Non è stato semplice gareggiare in una competizione cosi importante, dove ci si trova di fronte ai più bravi piloti europei, ma nonostante fosse la sua prima esperienza di tale livello, ha realizzato una buona performance!

 

Progetti: Canadair CL 215

Era ancora il periodo di quando lavoravo in concessionaria molto vicino all’aeroporto di Ciampino dal quale ogni giorno per decine di volte vedevo decollare i Canadair, era da poco tempo che volava il nuovo CL 415 turboelica, ma la mia attenzione fu catturata dal vecchio  CL 215 con motori stellari che ancora erano in forza.

Avevo già realizzato tanti  modelli da disegno, ed avevo anche costruito un  modello bimotore, un Airone twin, e ci volavo (e ci volo ancora che è una meraviglia) quindi questo tipo di modello non mi preoccupava, anzi, mi affascinava ancora di più!

 Fu allora che feci richiesta a Modellistica del catalogo MRA, sul quale sapevo già era presente il disegno del CL 215, così nel giro di pochi giorni avevo il disegno tra le mani.

Nei giorni successivi aprivo spesso i disegni e sognavo già il momento del “primo decollo”. Non persi tempo, feci subito delle copie con l’intento di iniziare subito i lavori ma, tra il dire e il fare…. C’è sempre di mezzo… qualche  problema, primo problema i carrelli, sicuramente realizzabili, ma come? Non disponevo certamente di tornio e fresa a controllo numerico, così mi misi in cerca di qualcuno che potesse realizzarli. Non fu poi cosi difficile, tramite un amico conobbi un persona che poteva realizzarli, ma visto che lui lavorava in fabbrica poteva solo lavorarli durante le pause pranzo.

Questo fatto un po’ mi fece perdere l’entusiasmo iniziale e la voglia di iniziare visto che non potevo avere tutto a disposizione. D’altro canto i carrelli del Cl 215 sono indispensabili, praticamente si parte da lì.
Passarono diversi mesi, e i disegni del Canadair finirono di nuovo ripiegati e riposti, neanche i carrelli che il mio amico mi aveva portato (tra l’altro bellissimi e fatti ad hoc) risvegliarono la voglia di realizzare il modello. A complicare le cose ci si è messa la crisi del 2008, la concessionaria dove lavoravo iniziò a tagliare alcune risorse e così insieme ad altri colleghi persi il lavoro. Successivamente persi anche gli amici aeromodellisti e il campo di volo, ma questa è un’altra storia. Naturalmente il modellismo per un periodo fu messo da parte.

Così a cinquant’anni suonati ho dovuto ricominciare d’accapo, e pian piano mi sono risollevato con un nuovo lavoro, una nuova dignità e la voglia di riprendere anche l’aeromodellismo, non mi potevo ancora permettere di frequentare un nuovo campo di volo, (non ho praticato volato per circa quatto anni), nel frattempo nell’aeromodellismo erano cambiate molte cose, la tecnologia a 2,4 giga, le nuove batterie al litio i regolatori ecc. ecc. Ci sarebbero voluti troppi soldi per ripristinare i miei modelli con le nuove riceventi, batterie e nuova radio. Però potevo costruire!

Riprendo subito la scatola con i carrelli, i disegni e inizio a prendere il legname che mi sarebbe servito. Realizzo subito la fusoliera, naturalmente visto che il disegno è un pò datato ho cercato di migliorare qualcosa e di alleggerire dove potevo senza compromettere la struttura, monto i carrelli, fantastici! Per il loro movimento sfrutto i cilindri ad aria di due carrelli Robart a doppio effetto che avevo da parte, realizzo il punto di attacco dei cilindri e il gioco e fatto, per il carrello anteriore invece ne ho utilizzato uno a singolo effetto per maxi e modifico la gamba in modo da poter montare la doppia ruota anteriore.

Adesso non si scherza costruiamo tre metri di ala! Mi studio un po’ il disegno e decido subito di cambiare quello che non mi piaceva, l’autore del disegno infatti, non so per quale oscuro motivo ha realizzato l’ala con un pianetto centrale di circa 40 cm e due semiali di circa un metro e trenta che iniziavano subito con la gondola motore. Secondo il mio modesto parere ciò rendeva ogni semiala scomoda da maneggiare e trasportare, senza considerare che le baionette erano quelle di ferro e ottone di una volta. Prendo carta e penna e realizzo la “mia” modifica: pianetto centrale dell’ala di un metro e che include i flap interni, le due gondole motore e due semiali da un metro ciascuna con flap esterni ed alettoni. Trovate in commercio due baionette di carbonio realizzo tutte le ordinate in balsa per le due semiali e in compensato sempre da tre per il pianetto centrale per i longheroni utilizzo del tiglio 20×10 dispongo il tutto su un piano e procedo agli incollaggi. Rivestite le ali in balsa da 3 passo alle costruzione della deriva e successivamente dell’elevatore, qui tutto fila liscio, l’unica accortezza è quella di fare attenzione ai pianetti smontabili che vanno fissati a metà altezza della deriva verticale.

Altro problema, i motori. Nella realizzazione del modello l’autore ha usato due ASP 108 Glow, con un peso finale del modello di 18 kg. Una cosa era sicura, avrei usato dei motori a benzina, affidabili e sicuri in volo, e poi avrei usato il twin-sinc. Stimato il peso finale del modello, con l’amico Remo facciamo due conti e la carta ci dice che possiamo usare due motori a benzina da 30 cc. La scelta si ferma sui motori Aerovate da 32cc che abbiamo visto in alcune occasioni, molto regolari e affidabili. Acquisto i motori, e in base agli stessi ridimensiono leggermente le gondole,  l’amico Alessandro di Anzio mi da una mano per le nache,  ne troviamo due perfette da dei kit in commercio basta solo spianarle e riverniciarli con i colori adatti.

Nell’installare i motori però mi accorgo che lasciando gli scarichi originali avrei praticamente dovuto distruggere le naca motore, mi metto alla ricerca in internet, ma i risultati sono scarsi, con vari bombolotti o marmitte il risultato non cambia avrei dovuto tagliare le naca in modo orrendo. La soluzione? Collettore e marmitta auto costruita! Dal sito di un noto rivenditore on-line trovo tutto quello che mi occorre, collettore tubi, curve ecc. ecc. calcolato il volume del barilotto ricavo da un tubo più grande lo stesso, poi con curve e curvette realizzo saldandola a castolin la

marmitta intera che rimane tutta interna alla naca motore.
Anche per la finitura ho cambiato qualcosa, l’autore ha rivestito il modello in vetroresina, una scelta sicuramente valida per la rigidità della struttura a scapito però del peso finale. Io ho scelto di rivestire in solartex il modello, fortunatamente questo prodotto esiste sia nel colore sia giallo che rosso, questo mi ha permesso di non verniciare il modello ma dando solo una mano di trasparente dopo aver incollato le varie scritte che ho realizzato al computer.
L’aspetto finale è di tutto rispetto, e il peso ne ha guadagnato in maniera egregia, 17 kg in ordine di volo. Il modello è praticamente finito, ma riguardando mi sembra mancasse qualcosa, e poi è una riproduzione. Cosi mi avvalgo ancora una volta di internet mi procuro delle foto, e in pratica realizzo sia il cockpit che l’abitacolo, infine il kit di luci di navigazione, adesso è finito.

Bene adesso tutta la serie di verifiche prima di andare in volo, un bel sabato pomeriggio estivo è proprio quello che ci vuole, mi metto d’accordo con Remo per le prove statiche. Nel frattempo avevo creato una sorta di scaletto in legno da dove una volta poggiato il modello avremo potuto bilanciarlo, la prima prova ci dice che il modello è cabrato ma non di molto, un vecchio pacco batterie mette subito il modello in assetto, perfetto! So cosa fare! Dalle gondole motori tolgo le due batterie dei motori allungo i cavi e posiziono le batterie all’interno del muso, riproviamo il bilanciamento, appena picchiato, perfetto!
Un altro sabato pomeriggio lo dedichiamo alla messa in moto, avevo già rodato i motori uno per volta, ma il suono dei due motori sincronizzati vi assicuro è una delizia. Stiamo usando come eliche le 19X8 bipala che danno esattamente gli stessi giri raccomandati dalla casa, la prova del dinamometro ci dice che abbiamo un “tiro” pari a 13,70 kg, anche troppo!
A questo punto le prove sono terminate, non ci sono più scuse, bisogna andare in volo!

Naturalmente non avremo provato il modello di domenica o quando il campo di volo sarebbe stato affollato, così con Remo decidiamo per un sabato mattina, anche se la notte non è passata del tutto tranquilla ci muoviamo presto arriviamo al campo verso le nove di mattina, il tempo è splendido, non c’è nessuno!
Con calma montiamo il modello, rifornimento e controllo dei comandi, lo faccio rullare sulla pista ed aggiusto il carrello anteriore, con Remo abbiamo deciso almeno per il primo volo di non montare gli scarponi alari e di non preoccuparci dei carrelli e flap li avremo provati in seguito. Mi allineo quasi a testata pista ancora una prova motore e di nuovo i comandi, il vento è zero, bene è il momento! Alzo lo stick motore fino a metà il modello prende velocità, tutto motore, il modello va leggermente verso sinistra cabro leggermente ed il modello stacca da terra un po’ bruscamente, troppa escursione sul cabra, viro a sinistra faccio quota e riduco motore, troppa potenza, viro ancora a sinistra e ancora a sinistra, il modello passa davanti a noi, bello, maestoso, reale, giuro non ho dato una tacca di trim a nessun controllo.

Bene ancora un paio di giri il modello in virata è morbido e risponde alla perfezione, intanto Remo che sta riprendendo il volo mi chiede come va, non gli rispondo sono troppo preso, imposto l’avvicinamento, arrivo un po’ corto, ancora due tacche di motore e il modello tocca terra. Fantastico!!